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Commento al Vangelo una Parola abbondante e ricca di Grazia divina a nostro favore

Data: 08/09/2022 - Ora: 11:00
Categoria: Cultura

commento al vangelo

Domenica 11 settembre, il Vangelo mette in luce cioè le ragioni profonde della venuta di Gesù, vero volto del Padre, Amore misericordioso.

L'odierno Vangelo di LUCA è diretto ad ogni uomo: si tratti di un credente, o di un "indifferente" che voglia finalmente aprirsi alla Bellezza del Dio Cristiano, paternamente tenero, instancabile nell'attendere i suoi figli, soprattutto i "lontani ". Troppo spesso anche noi, che partecipiamo abitualmente alla Messa domenicale, immaginiamo il Signore, nelle vesti di giudice intransigente, di un educatore severo, pronto a punire chi sbaglia, e poiché ci riconosciamo fragili, peccatori, temiamo le meritate, possibili punizioni del Cielo. Quanto lontano è, invece, il nostro Dio da tale ruolo! Gesù, per offrici una fedele immagine dell’Abbà, divenuto anche nostro, racconta tre parabole. Nella prima il buon Pastore, che alla ricerca della centesima pecora smarrita (nella quale ciascuno di noi può riconoscersi), trovatala, se la pone in spalla e, con tenerezza, la riporta nel gregge di appartenenza (comunità di fede), e ciò, da sempre.

La seconda parabola racconta di una donna che, avendo perduto una dracma (moneta antica!), continua a cercarla, sul pavimento di casa con pazienza e, trovatala finalmente, fa festa con le vicine. Chi di noi non si sente talora smarrito, a terra, come la dracma della parabola evangelica, in attesa di essere "ritrovato" e "festeggiato", una volta tornato nel "forziere" "del proprietario divino " cui appartiene?

Infine, Gesù racconta l'ultima parabola, a noi nota come quella del "figliol prodigo". Questa ci pone un ultimo interrogativo: quante volte abbiamo cercato libertà lontano dal "Padre comune" rendendoci invece schiavi di progetti di vita insana? A me è successo! Ogni volta però che, rinsavita, ho fatto ritorno "a casa", mi sono sentita accolta, abbracciata, con desiderio grande dal Signore, che aveva, a lungo detto al mio cuore "Torna! Ti aspetto! "

Gesù, conoscendo la nostra insipienza, ci offre soprattutto la ragione della gran festa, offerta dal genitore, al ritorno del figlio "prodigo": il Padre, del Cielo, è più felice per un peccatore che si pente (vera gloria di Gesù redentore) che per i 99 giusti, rimasti a LUI fedeli.

Questa conclusione è utile soprattutto per quei cristiani, che, sentendosi a posto, come il fratello maggiore del giovane scialacquatore, non comprendono l'illimitata, generosa prodigalità del Genitore comune nel festeggiare il ritorno del figlio, amato, che egli temeva smarrito per sempre.

Autore: Mariagrazia Camassa

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