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Data: 04/05/2018 - Ora: 12:01
Categoria:
Politica
Ricorsi al Tar e associazioni sul piede di guerra
Mentre l’Ue il 27 aprile vieta tutti gli usi esterni di tre pesticidi indicati come i maggiori responsabili del ricorrente fenomeno della moria delle api e che ha ottenuto il voto favorevole dell’Italia, in Puglia si può usare uno di questi pesticidi per combattere la xylella, autorizzato dal Decreto Martina del febbraio 2018.
Nel comitato tecnico competente. Con Roma hanno votato altri 15 Stati membri, fra cui tutti i più grandi (Germania, Francia, Regno Unito e Spagna). I pesticidi colpiti dal divieto (Clothianidin e Imidacloprid della Bayer e Thiamethoxam, prodotto da Syngenta) appartengono alla classe dei "neonicotinoidi".
Lo stesso governo italiano, tuttavia, ha decretato solo qualche mese fache proprio uno di quei tre pesticidi (l’Imidacloprid) possa essere usato in modo massiccio e generalizzato e in ben quattro applicazioni obbligatorie annuali, a partire dal 30 aprile, in una zona che comprende tutta la penisola salentina, in Puglia, e gran parte delle province di Brindisi e Taranto.
L’uso dei pesticidi, insieme alla rimozione delle erbe spontanee, è considerato dal decreto Martina necessario per sterminare le popolazioni di una minuscola cicalina, la "Sputacchina" (Philaenus Spumarius), che è accusata di fare da vettore del batterio, inoculandolo nella linfa degli ulivi e delle altre piante ospiti.
Contro il decreto del ministro Martina che impone l’obbligo di quattro trattamenti chimici all’anno per eliminare l’insetto vettore di Xylella, si stanno preparando i ricorsi al Tar, come conferma il costituzionalista Nicola Grasso. E per quanto si dica contrario a questa modalità di agire, tuttavia anche per l’entomologo dell’Università di Bari Francesco Porcelli, il principale studioso della sputacchina che veicola il batterio degli ulivi, quel decreto "è indifendibile" e "senza ratio". Anche le associazioni ambientaliste sul piede di guerra, si affrettano a informare contadini e cittadini sui rischi dell'uso di tali pesticidi. Pronte anche interrogazioni parlamentari da M5S e Leu.
Ma l’obbligo di usare i pesticidi imposto dal governo sembra in contraddizione, più in generale, anche con un’altra normativa Ue. Si tratta della direttiva 2009/128, recepita nell’ordinamento italiano con il decreto legislativo 150 del 14 agosto 2012, che prescrive "l’uso sostenibile" dei pesticidi, che sono sottoposti a una serie di accorgimenti, limitazioni, riduzioni, misure di tutela delle acque, valutazioni d’impatto e misure di "difesa integrata obbligatoria" di cui non c’è traccia nel decreto Martina sulla Xylella.
Autore: Maria Nocera
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