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La Quaresima ci faccia tornare a vivere nell'amore

Data: 24/03/2025 - Ora: 10:45
Categoria: Cultura

quaresima

IV Domenica di Quaresima

L'evangelista Luca ci parla oggi del Padre misericordioso, che, dopo averlo lungamente
atteso, riabbraccia il figlio minore, andato via da casa, bisognoso di fare esperienza di sé,
lontano dalla cura paterna. Questa parabola che Gesù racconta ai farisei era stata
erroneamente intitolata "Il figliol prodigo", ritenendo fosse il giovane scapestrato il suo
protagonista. Nel tempo, però, la conoscenza della Parola di Dio, raggiunta confrontando
tra loro gli evangelisti e approfondendo meglio il Messaggio del Signore, venuto a parlarci
dell'Amore del "Padre nostro", ci ha fatto comprendere che la parabola ha il suo vero
protagonista nel "Genitore" "misericordioso". Voglio con voi riflettere anch'io su questa
fonte inestinguibile dell'Amore, che è sempre stato e resterà il Padre divino.
Purtroppo molti di noi hanno ricevuto, a causa di una catechesi veterotestamentaria,
un'immagine impropria dell'Abbà di Gesù Cristo: vecchio, sordo alla richiesta di aiuto del
Figlio Gesù nell'orto degli ulivi, pronto a punire il peccatore...
La domanda necessaria che dobbiamo farci è una: da Chi il Figlio ha appreso l'Amore, che Lo
ha portato a morire in Croce per noi? Chi ci ha offerto il Suo unico Figlio come Redentore,
perdendo, ahimè, anche se per tre giorni, la gioia di sentirsi chiamare Abbà? Ancor di più,
questo Padre misericordioso, che, nel perdono, restituisce la dignità filiale allo scapestrato
giovanotto, in cerca di avventura, dilapidatore di beni -come siamo tutti noi quando ci
umiliamo, peccando- non solo nell'abbraccio e nell'abito "nuziale", gli rioffre tutto, ma ha
già rivelato a noi ancora bambini nell'amore materno, un anticipo della Sua divina carità.
Ogni madre, che sia tale, ha infatti nei confronti dei figli, un po' della misericordia del Padre
della Parabola di Luca. Con gratitudine facciamoci allora veri figli di chi ci ha umanamente
generati e lasciamoci quindi abbracciare dal divino Abbà Misericordioso che continua ad
attenderci...
Siamo tutti figli prodighi, dei quali è superfluo oggi parlare perché ci conosciamo bene,
grazie a Dio.
La Quaresima ci faccia tornare, ogni volta, dopo il peccato, a vivere nell'amore obbediente,
sul cuore del nostro amatissimo Genitore, come fratelli di Gesù Cristo, Suo Primogenito.
Convertiamoci dall'avidità e dalla gelosia che animano il fratello -figlio maggiore- se ci
troviamo a riconoscerci in lui.
Potremo solo così godere del vero Bene, che è il comune Padre Amatissimo.

Autore: Mariagrazia Camassa

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