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La morte dell’uomo non è frutto della decisione divina, ma è la conseguenza del peccato di origine

Data: 20/03/2026 - Ora: 11:27
Categoria: Cultura

vangelo

Domenica 22 marzo V domenica di Quaresima

Man mano che ci avviciniamo alla Pasqua di Gesù, Giovanni Evangelista evidenzia l’umanità del Figlio di Dio, che imbastisce
relazioni amicali, profonde, bisognoso come tutti noi, di trovare sostegno e coraggio per vivere i giorni della prova che Lo
attendono.
A Betania, in Giudea, abitavano tre fratelli: Marta, Maria e Lazzaro, presso i quali, più di una volta, Gesù si era fermato come
ospite gradito ed atteso. Mentre Egli era in Galilea, con i suoi discepoli, venne a sapere che il suo amico, Lazzaro, era
gravemente ammalato..., ma non si precipitò da lui, anzi commentò che quella malattia avrebbe avuto il compito di "glorificare
il Figlio di Dio". Trascorsi due giorni dalla notizia,tornarono, LUI con i Suoi, in Giudea..., ma Lazzaro era morto, già da
quattro giorni. Marta, in lacrime, Gli disse che se LUI fosse stato a Betania, suo fratello non sarebbe morto.
Il Figlio di Dio le domandò se lei credeva che Lazzaro sarebbe risorto ( la fede del cuore umano è la condizione necessaria
perché Dio intervenga ) e Marta dichiarò che era certa della Resurrezione del fratello, nell’ultimo giorno.. Gesù però le chiede
una certezza in più: "Credi che Io sono la Resurrezione e la Vita e che vivere e credere in me significa non morire in eterno?"
Marta dichiarò di riconoscere in LUI, il Cristo, il Messia per il mondo... E Gesù si commuove profondamente per la morte
dell’amico e per la pena della sorella, cui domanda : "Dove l’avete seppellito?" Davanti al sepolcro dell’amico Gesù piange a
dirotto. E’ questo il momento che richiede a noi di rinvigorire il nostro modo di credere...Gesù piange per la morte
dell’amico...! Ricordiamo che noi, nel Battesimo, siamo divenuti fratelli di Gesù: Egli ha voluto condividere, infatti, con noi,
Suo Padre ( Pregherete infatti "Padre nostro" ). La morte dell’uomo non è frutto della decisione divina, ma è la conseguenza
del peccato di origine, in Eden, allorchè i nostri progenitori rifiutarono Dio, la Sua volontà, per superbia. Gesù, invece,
l’unigenito del Padre, accettò di morire crocifisso per rioffrirci la vita eterna nel cuore del Suo Abbà.
La Resurrezione di Lazzaro, che torna in vita alla voce del Signore "Lazzaro vieni fuori!", rappresenta una semplice
prefigurazione della Resurrezione del Cristo, giacché il primo tornerà a morire, mentre Gesù vivrà in eterno, primo fra molti
fratelli, in LUI credenti e da LUI redenti.
I Giudei, venuti a Betania per esprimere il loro cordoglio a Marta e a Maria, per la perdita del fratello, dopo il miracolo del
Signore, credettero in LUI.

Autore: Mariagrazia Camassa

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