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Data: 11/11/2013 - Ora: 09:25
Categoria:
Attualità
Ieri incontro a Casarano. Un intero territorio preoccupato
Non ci sono prove ed è meglio evitare allarmismi e inseguire fantasmi, come dice il Procuratore Motta, però fatto sta che, per stare tranquilli sul serio bisogna fare i dovuti accertamenti sui probabili siti contenenti rifiuti tossici nel Salento, nel barese e nel foggiano, come dichiarato dal pentito Schiavone nel 1997 e desecretato solo nei giorni scorsi.
A tal fine si sta costituendo anche una task-force della quale faranno parte il sostituto della Dda Teresa Iodice e il pm Renato Nitti, specializzato in reati ambientali. Dei sondaggi sul territorio se ne occuperanno gli uomini del corpo forestale. Si cercheranno, come detto, fusti contenenti sostanze tossiche, fanghi industriali, rifiuti di lavorazione e radioattivi. In particolare, nel Salento potrebbe iniziare ad attivarsi a breve con una propria attività autonoma, anche il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, specializzato in reati ambientali, guidato dal maggiore Nicola Candido.
Proprio Candido ha incontrato già il sostituto procuratore della Dda di Lecce, Elsa Valeria Mignone, e il procuratore aggiunto Ennio Cillo. Un pool, dunque, inizia a muoversi, e altri investigatori lo faranno a breve per la parte che riguarda il Salento. Il lavoro, però, potrebbe essere lungo e complesso. La Puglia ha una superficie di oltre 19mila chilometri quadrati. Molto probabilmente si partirà dalla zona di Casarano. Le preoccupazioni, infatti, in quelle zone è molto alta. Ieri si è tenuto un incontro pubblico organizzato da Forum Ambiente con la Lilt e la partecipazione dei sindaci dei paesi limitrofi.
Il sindaco di Casarano, Gianni Stefano, ha evidenziato come già abbia chiesto "un incontro chiarificatore sui fatti che interessano il mio comune", rivolgendosi direttamente a Procura leccese e Noe. Ed ha anche annunciato che "gli uffici comunali stanno già lavorando per produrre una mappatura del territorio utile a qualunque finalità". Una cartografia che "comprende anche le segnalazioni delle aree di territorio comunale e intercomunale, interessate negli ultimi anni da rilevanti movimenti terra, perché potrebbero essere zone potenzialmente interessate dalle attività criminose". L'oncologo Giuseppe Serravezza ha sottolineato i rischi della popolazione riguardo al grado di inquinamento che possano provocare l'ipotetica presenza di rifiuti tossici nel sottosuolo. L'incidenza tumorale è già molto alta e, malgrado si conoscano le cause, non si riescono ad identificare con certezza le aree fortemente inquinate o le circostanze che abbiano prodotto tale inquinamento.
Data: 22/12/2022
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